Il 9 giugno 1815 ha termine il Congresso di Vienna, conferenza internazionale di pace tenutasi alla sconfitta di Napoleone Bonaparte, la conferenza intendeva restaurare in Europa l’ordine sociale e politico precedente la rivoluzione francese. Il Congresso inaugurò un nuovo periodo di relativa pace ed equilibrio nel continente, periodo chiamato Concerto d’Europa, il quale durò in due fasi dalle dinamiche distinte, tra il 1815 e il 1848 e tra il 1870 e il 1914. Al Congresso parteciparono personaggi di alto profilo come lo statista austriaco Klemens Von Metternich, Sir Arthur Wellesley duca di Wellington che sconfisse Napoleone a Waterloo, l’eterno opportunista e manovratore francese Talleyrand.
L’obiettivo del Congresso era quello di fornire un piano di pace a lungo termine per l’Europa risolvendo le questioni critiche derivanti dalle guerre rivoluzionarie francesi e dalle guerre napoleoniche. L’obiettivo non era semplicemente ripristinare i vecchi confini, ma ridimensionare le principali potenze in modo che potessero bilanciarsi a vicenda e rimanere in pace. In breve, i leader conservatori del Congresso hanno cercato di frenare o eliminare gli ideali repubblicani e rivoluzionari che avevano sconvolto l’ordine costituito dell’ancien regime europeo e che continuavano a minacciarlo.
Nel Congresso, la Francia perse tutte le sue recenti conquiste, mentre la Prussia, l’Austria e la Russia ottennero importanti conquiste territoriali. La Prussia ottenne stati tedeschi più piccoli a ovest, la Pomerania svedese, il 60% del Regno di Sassonia e la parte occidentale dell’ex Ducato di Varsavia; L’Austria ottenne Venezia e gran parte dell’Italia settentrionale. La Russia ottenne la parte centrale e orientale del Ducato di Varsavia. Fu confermato il nuovo Regno dei Paesi Bassi che era stato creato pochi mesi prima dall’ex territorio austriaco che nel 1830 divenne Belgio.
Il Congresso cercò nelle sue deliberazioni di attenersi non solo a un principio di equilibrio tra potenze ma anche a un principio di legittimità dinastica. Il principio di legittimità dinastica significava la volontà di ripristinare sui loro troni i vari sovrani europei a seconda della loro appartenenza alla dinastia che regnava sul relativo paese prima delle guerre rivoluzionarie e napoleoniche.
Oltre a ridisegnare i confini europei secondo i criteri sopra menzionati, il Congresso di Vienna condannò il commercio di schiavi, anche su insistenza dell’Impero britannico il quale lo aveva abolito nel 1807.
Nonostante i tentativi e la determinazione dei leader conservatori del Congresso, la Restaurazione, ossia il ripristino dell’ancien-regime in Europa, ebbe vita breve e fin da subito si rivelò fragile. Persino all’indomani del Congresso, il nuovo re di Francia Luigi XVII concesse una, pur moderatissima, carta costituzionale, comprendendo l’impossibilità di far finta che non fosse accaduto nulla. La società europea era cambiata in modo irreversibile e nonostante i tentativi dei fautori della Restaurazione, in una serie di moti popolari e democratici lungo l’Ottocento europeo la Restaurazione dell’ancien regime si sarebbe rivelata a tutti come un miraggio, effimero e illusorio.
Immagine d’apertura: l’equilibrio dei poteri al Congresso di Vienna in una vignetta francese dell’epoca
Bibliografia e fonti varie
- Olson, James Stuart – Shadle, Robert (1991). Historical dictionary of European imperialism, Greenwood Press, p. 149. ISBN 0-313-26257-8
- Il Congresso di Vienna, 200 anni fa, ilpost.it, 1º novembre 2014.
- Eric Hobsbawm, Le rivoluzioni borghesi 1798-1848